L’Influenza non è solo un “raffreddore”: la sfida della vaccinazione tra Europa e il resto del mondo

Mentre la nostra Associazione lavora quotidianamente per garantire il diritto alla salute nelle aree più vulnerabili dell’Africa, è fondamentale volgere lo sguardo anche ai dati globali per comprendere le sfide che i sistemi sanitari devono affrontare.

Recentemente, un importante studio pubblicato su The Lancet Regional Health – Europe (Meslé et al., 2026), intitolato “Progress and challenges in seasonal influenza vaccination across 54 countries and areas in the WHO European Region, 2008/09–2022/23”, ha analizzato l’evoluzione dei programmi vaccinali contro l’influenza stagionale nell’arco di 15 anni.

Sebbene la ricerca si concentri sulla regione europea, i dati rivelano una realtà che conosciamo bene: il divario drammatico tra i paesi ad alto reddito e quelli in via di sviluppo nell’accesso a strumenti preventivi vitali.

influenza e vaccini

Un killer silenzioso: i numeri dell’influenza

Spesso sottovalutata, l’influenza stagionale è una minaccia globale che causa ogni anno fino a 5 milioni di casi gravi e circa 650.000 decessi per cause respiratorie.

Le persone più a rischio sono gli anziani, i bambini piccoli, le donne in gravidanza e chi soffre di patologie pregresse.
In particolare, gli adulti sopra i 65 anni rappresentano quasi il 70% dei decessi totali legati all’influenza.

Il “Vaccine Gap”: una questione di reddito

Lo studio evidenzia come, nonostante i progressi, la disponibilità di vaccini dipenda ancora strettamente dalla ricchezza di un Paese.
Nel 2022/23, la disponibilità di dosi ogni 1000 abitanti era di 145,7 nei paesi ad alto reddito, contro appena 38,5 nei paesi a reddito medio-basso.

Questo significa che, mentre in Europa si discute su come aumentare la copertura, in molte altre parti del mondo – incluse le aree in cui operiamo – il vaccino rimane un bene di lusso o del tutto inaccessibile.

copertura vaccini influenza

Oltre l’Europa: l’importanza della preparazione

Un dato fondamentale emerso dalla ricerca è che avere programmi di vaccinazione stagionale solidi è la chiave per la sicurezza globale.

Durante le pandemie (come quella di COVID-19 o l’H1N1 del 2009), i paesi con sistemi vaccinali già rodati sono stati molto più rapidi nel proteggere la popolazione.
Questo ci ricorda perché il nostro impegno nel rafforzare le infrastrutture sanitarie locali in Africa sia essenziale: non serve solo a gestire l’ordinario, ma a salvare vite durante le emergenze straordinarie.

Le sfide aperte: monitoraggio ed equità

Nonostante le raccomandazioni internazionali siano aumentate, meno della metà dei paesi monitora correttamente la copertura vaccinale tra gli operatori sanitari o le categorie fragili.
La mancanza di dati certi rende difficile colmare le disuguaglianze e garantire che nessuno venga lasciato indietro.

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Conclusione: il nostro impegno

I risultati di questo studio confermano che la strada verso l’equità sanitaria è ancora lunga.
Come Onlus, continuiamo a batterci affinché il luogo in cui nasci non determini la tua possibilità di sopravvivere a una malattia prevenibile.
Sostenere la prevenzione significa investire nel futuro delle comunità più fragili.

Fonti
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

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