Il Sustainable Development Solutions Network ha pubblicato un rapporto che valuta  il livello di felicità nel mondo nel 2023 in 137 Paesi.
È stato scritto da un gruppo indipendente di esperti che non ha legami specifici con organizzazioni, agenzie  o programmi afferenti alla Nazioni Unite.

Lo studio si basa sul fatto che sempre più persone ritengono che il successo di una Paese dovrebbe essere valutato basandosi anche sul livello di felicità delle persone che lo abitano.

Cerca anche di rispondere alla domanda: i Paesi più felici sono anche quelli in cui tutto funziona bene?
Una risposta possibile si può dare rovesciando la prospettiva: se un Paese ha successo significa che le persone che ci vivono sono felici o così dovrebbe essere.

Il report non manca di sottolineare la fondamentale importanza che giocano le istituzioni nel condizionare il livello di benessere delle persone.
Vuole anche proporre una sorta di agenda del benessere in cui indicare le linee guida che devono essere seguite a livello istituzionale da ogni Paese per individuare le vie principali per un cambiamento dello stile di vita di ogni cittadino verso il vivere bene e verso una vita più serena.

Il rapporto propone una classifica del grado di felicità delle persone nel 2023 basandosi su 6 fattori principali: Pil pro Capite – Supporto Sociale – Aspettative di vita – Libertà personale – Generosità – Percezione della corruzione.
Con riferimento a questi indicatori è stata stilata la classifica finale.

Sassi e calma.

L’idea base

Il modo più naturale per misurare la felicità delle persone è chiedere loro se sono soddisfatte della loro vita.
‘In questo periodo quanto ti senti soddisfatto della tua vita?’ Se le persone rispondessero con un voto da 0 a 10, in cui il voto 10 equivale alla soddisfazione massima si otterrebbe un valore medio che indica il livello di felicità.
Tuttavia, una valutazione del genere avrebbe sì il pregio di essere veloce ed abbastanza indicativa ma non permetterebbe di stimare le cause che portano a dare un voto al proprio stato di benessere o malessere.

In linea molto generale il grado di felicità di una persona si basa su tre fattori chiave:

  • Le norme di vita e i comportamenti all’interno del Paese in cui si vive.
    Le persone sono affidabili, generose e pronte ad aiutarsi reciprocamente?
  • Le istituzioni del proprio Paese.
    Le persone sono libere di poter prendere ogni decisione sulla loro vita?
  • Le condizioni fisiche e materiali.
    Si è sani e si gode di sufficiente ricchezza?

Si tratta di fattori essenziali per una vita felice e per sentirsi meglio. In una società in cui i cittadini in senso generale dimostrano attaccamento a sé e agli altri e in cui le istituzioni sono di supporto, il livello di soddisfazione della propria vita ha le basi per essere alto.

Un ambiente virtuoso, in cui tutti partecipano attivamente, fa sentire meglio le persone.

Il ruolo delle istituzioni

Il compito principale delle istituzioni è quello di promuovere comportamenti e condizioni di ogni genere il cui scopo sia quello di garantire felicità e soddisfazione.

Prima che ciò accada devono tuttavia essere affrontati altri due requisiti fondamentali.

Il primo è la distribuzione della felicità.
Nei sistemi più etici si sostiene che il mondo è stato creato per tutti, non solo per i ricchi e i fortunati. In tal senso è necessario che siano garantiti per tutti i minimi diritti umani (ovvero cibo, riparo, libertà e diritti civili). Per questo aspetto una componente fondamentale è La dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Una seconda questione è molto importante: il benessere delle generazioni future.
Nei sistemi più etici la felicità deve essere una possibilità per tutti e diretta attraverso tutte le generazioni. Le decisioni prese oggi dovrebbero sempre considerare il benessere sia delle persone del presente che del futuro. Per questa ragione gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stilati dalle Nazioni Unite sono fondamentali per l’agenda della felicità.

I fattori chiave per valutare la felicità nei diversi paesi del Mondo

Priorità per le istituzioni

Per spiegare le differenze nel livello del benessere nel mondo sia all’interno che tra tutte le nazioni i fattori chiave includono:

  • La salute mentale e fisica
  • Le relazioni umane (in famiglia, al lavoro e nella comunità)
  • Il guadagno e l’impiego
  • Gli aspetti caratteriali, come la socialità e la fiducia
  • Il supporto sociale
  • La libertà personale
  • La mancanza di corruzione
  • Un sistema di governo efficace

Le persone non vengono al mondo già completamente formate né possiedono gusti e virtù che possono essere presi come già assodati.

Le caratteristiche personali, le abitudini e i valori sono formati dalle istituzioni sociali in cui le persone vivono e dove possono assorbire le norme stabilite.

Ne consegue che una ‘rivoluzione del benessere’ dipenderà anche dal contributo che le istituzioni sociali di ogni Paese sapranno dare.

L’elenco di tutte le istituzioni coinvolte per una via verso il benessere

I Governi

L’obiettivo principale di un Governo deve essere quello di creare le condizioni per il massimo benessere della cittadinanza e di ridurre al minimo la miseria.

Per questo tutte le politiche adottate sulla spesa pubblica, sulle tasse e sulla regolazione fiscale devono essere valutate in relazione al benessere che generano. Le politiche governative in grado di attrarre denaro dovrebbero dipendere sempre sulla ricaduta che possono avere in termini di lieto vivere.

Servizi sanitari e assistenza sociale

È emersa un’evidenza oramai chiara nel campo medico e sanitario: è necessario spendere di più per i servizi dedicati alla salute mentale e pubblica.
Studi in merito hanno dimostrato come convenga di più investire in assistenza sanitaria con un focus sulla salute mentale che limitarsi a curarla.

Molti problemi di salute mentale e fisica poi possono essere impediti grazie ad uno stile di vita migliore.

È doveroso riconoscere come gli stili di vita adottati dalle persone dipendono molto dall’ambiente in cui si cresce e che è molto difficile cambiarli.
Per questo i Governi e i sistemi sanitari devono aver un ruolo regolatore nell’aiutare la formazione di ambienti che facilitino e promuovano il benessere.

Scuole

Le scuole sono uno dei punti fermi per la promozione di un approccio alla vita positivo.
Non tutte le scuole lo fanno o sono in grado di farlo, ma esistono molti modi con cui la scuola può migliorare il benessere e fortunatamente molte se ne rendono promotrici.

In primo luogo attraverso la costruzione di un ambiente sano nel grande ecosistema su cui si basa la scuola: il sistema di valutazione e le relazioni tra chi vi partecipa, ovvero gli insegnati, gli alunni e i genitori.

In secondo luogo, attraverso la misurazione del benessere generale all’interno della scuola avendo chiaro come obiettivo quello di volerlo sempre migliorare.

Infine, attraverso il regolare insegnamento basato sull’evidenza dei fatti e sui metodi della psicologia positiva.

Affari e lavoro

Il mondo del business gioca un ruolo enorme nella generazione del benessere. Fornisce prodotti e servizi alla clientela, da ai lavoratori un reddito, garantisce occupazione e qualità di impiego/di vita e procura profitti ai datori di lavoro.

L’esistenza stessa di un’azienda è giustificata da un quadro giuridico secondo cui opera per dare un contributo al benessere generale.

Dovrebbe diventare cosa pubblica affermare che ogni azienda ha obblighi da osservare per garantire il benessere dei clienti, dei lavoratori, dei fornitori e degli azionisti.
I luoghi di lavoro dovrebbero diventare dei generatori di benessere.

Vita comunitaria

Gli esseri umani sono animali sociali e la vita adulta va oltre il lavoro. C’è la vita famigliare e tutte le interazioni sociali che si intrattengono fuori casa.
Una chiara evidenza emersa sul benessere è l’enorme ruolo che giocano in suo favore le connessioni sociali e come, di contro, la solitudine abbia una corrispondente capacità di ridurlo.

Le persone stanno meglio se partecipano a gruppi e associazioni sia sportive, di volontariato, artistiche o religiose. Una società che vuole raggiungere un alto grado di benessere deve rendere semplice che organizzazioni come queste possano prosperare.

Ovviamente il potere positivo delle connessioni umane non si limita alle organizzazioni formali: quasi ogni attività è più piacevole se fatta in compagnia di amici e in un clima di socialità.

Agenzie per l’ambiente

Uno dei compiti della società è sicuramente quello di protegger l’ambiente, per il bene delle persone di oggi e per le generazioni future. Esistono prove inconfutabili di come il contatto con la natura e gli spazi verdi esaltino il benessere dell’uomo.

Diventa quindi un dovere da parte delle organizzazioni ambientali e dei governi, sia centrali che locali, preservare il nostro rapporto con la natura.

Altra importante questione in atto sono gli effetti prodotti dal cambiamento climatico con una grande sfida che deve coinvolgerci globalmente per azzerare le emissioni di gas serra e proteggere il nostro stile di vita.

Il ruolo della legge

Il sistema legale assolve a diverse funzioni: deve sostenere i diritti umani, giudicare controversie civili e punire il crimine. Per quel che riguarda la punizione, l’approccio in ottica del benessere è chiaro.


Ci sono solo tre giustificazioni per la punizione: deterrenza per rischio di futuri reati, tutela della collettività di oggi e riabilitazione del colpevole. Per la punizione in senso stretto non c’è alcun ruolo e l’obiettivo principale deve essere la reintegrazione dei delinquenti nella società.

Individue e famiglie

Per la maggior parte delle persone la famiglia influisce sul proprio benessere tanto quanto lo fanno le istituzioni.
Se le famiglie funzionano, così come per le istituzioni, in ultima analisi dipende da come si comportano i suoi componenti e dagli obiettivi che si sono posti nella loro vita.

Secondo l’approccio del benessere il maggior stato di soddisfazione a livello famigliare si otterrà solo se i suoi costituenti si sforzano di  vivere una vita il cui scopo principale sia quello di vivere bene ed essere positivi.

Sistema di credenze

Durante il trascorre dei secoli l’obbiettivo della virtù civica e sempre stato promosso e resta tutt’ora un valore centrale da perseguire. Lo era per Aristotele, così come per Confucio e lo è per la maggior parte delle fedi religiose. Oggi è anche promosso da numerosi movimenti laici che sostengono la felicità, il vero altruismo e le mobilitazioni per il benessere mondiale.

La classifica del livello di felicità nel 2023

Il report propone una classifica del livello di felicità per 137 Paesi nel 2023 basandosi sull’analisi delle valutazione medie sulla propria vita date dalla popolazione negli anni 2020-21-22.

La fonte principale da cui sono tratti i dati per stilare la classifica è i il Gallup World Pool, una grande indagine eseguita su più di 7 miliardi di persone da Gallup, una grande agenzia che analizza e fa consulenza a livello globale, in cui ai partecipanti è stato chiesto di valutare la loro vita attuale dando un voto da 0 a 10 considerando vari parametri.

Per ogni nazione coinvolta sono stati intervistate circa 1000 persone.

Le variabili chiave su cui si basa il rapporto, come detto, per arrivare ad un giudizio medio generale sono 6 e precisamente:

  • Pil pro Capite
  • Supporto Sociale
  • Aspettative di vita
  • Libertà personale
  • Generosità
  • Percezione della corruzione

Distopia è un Paese immaginario in cui vivono le persone meno felici del mondo.
È l’opposto dell’utopia.
Lo scopo di avere Distopia è quello di avere un punto di riferimento verso cui tutti i Paesi possono essere confrontati in positivo.

Questa è la classifica a cui si è arrivati per il 2023. A fianco di ogni Paese è riportato il voto medio ottenuto nei 6 fattori chiave per la valutazione finale.

Classifica paesi più felici nel 2023

Elementi chiave del rapporto

Il rapporto arriva a stilare questa classifica con l’ambizione di misurare anche il livello soggettivo di benessere di ogni persona.
Per questo si sono valutate:

Le emozioni positive:
l’effetto positivo è dato dalla media di individui che hanno dato riposo sì o no riguardo tre modi di essere: risate, divertimento e interessi

Le emozioni negative:
l’effetto negativo  è dato dalla media individuale di riposte sì o no riguardo tre modi essere: preoccupazione, tristezza e rabbia.

Le valutazioni di vita e le emozioni:
Le valutazioni sulla propria vita permettono un raggio più ampio di indagine per fare paragoni tra le nazioni perché si riferiscono alla qualità della vita in modo più completo e stabile rispetto a quanto fanno le emozioni che sono più basate su esperienze giornaliere.

Le valutazioni di vita differiscono molto tra i vari Paesi rispetto alle emozioni e sono meglio spiegate dall’ampia differenza di esperienze di vita nei diversi Paesi.
Le emozioni si basano di più su eventi da poco accaduti che stanno influenzando il nostro umore, mentre le valutazioni sulla nostra vita riflettono un insieme di circostanze in senso più ampio anche se le emozioni sono un supporto fondamentale per arrivare alle valutazioni che facciamo sulla nostra esistenza.

fonti
report originale

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