L’igiene delle mani nelle religioni

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In questo difficile periodo in cui è necessario cercare di contrastare al massimo il diffondersi dell’epidemia causata dal covid-19, una delle raccomandazioni fondamentali – e che ha un valore basilare per ogni forma di prevenzione – è il lavaggio delle mani.

L’igiene personale è una componente basilare per il benessere dell’uomo indipendentemente dalla religione e dalla cultura o dalla zona di origine, ciò, anche se il comportamento umano nei confronti degli aspetti legati alla salute dipende da numerosi fattori che sono a loro volta collaterali all’ambiente, alla cultura e all’educazione.

Basandoci su una pubblicazione dell’Oms* riguardante l’igiene della mani, è interessante vedere come in diverse religioni questa pratica abbia assunto significati differenti.

E’ nei primi dieci anni di vita che una persona di solito fissa i propri modelli comportamentali per la pulizia delle mani. Questo periodo porta alla formazione della cosiddetta ‘igiene innata delle mani‘ che rispecchia l’istinto di ciascuno di rimuovere lo sporco dalle mani.
Si parla invece i ‘pratica elettiva di lavaggio delle mani’ quando si ha l’attitudine di lavarsi le mani appositamente e in occasioni più specifiche.

Considerando il comportamento dell’uomo relativo all’igiene personale, connesso alle appartenenze religione, sono identificabili tre pratiche dell’igiene delle mani e si può constatare che:
il loro lavaggio avviene talvolta per motivi igienici ma indipendentemente dalla presenza di sporco, avviene per motivi rituali e accade come gestualità durante alcune cerimonie o per motivi simbolici durante la vita di tutti i giorni.

Le tre categorie identificabili sono:

– religioni in cui le norme relative all’igiene delle mani sono regolate con precisione nei diversi momenti delle giornata
– quelle in cui l’aspersione delle mani è indicata solo in eventuali riti
– religioni in cui una attenzione precisa e specifica al riguardo non viene manifestata.

Giudaismo, islamismo, sikhismo

In queste religioni ci sono regole precise per il lavaggio delle mani che sono incluse nei testi sacri.
La pulizia delle mani scandisce molti momenti simbolici nel corso della giornata, quindi i credenti più scrupolosi e seriamente praticanti si attengono puntualmente a queste indicazioni.

Per quel che riguarda l’intreccio della componente religiosa con l’igiene richiesta nelle pratiche sanitarie, nella cultura sikh l’igiene delle mani è un elemento essenziale della vita quotidiana oltre ad essere un atto sacro. E’ naturale l’aspettativa di un paziente che il personale sanitario si lavi adeguatamente le mani prima di ogni intervento.
Nel caso di cura di tagli e ferite è un obbligo religioso quello di avere le mani adeguatamente lavate con acqua e sapone.

lavaggio mani religioni

Nell’islam l’osservanza delle cinque preghiere quotidiane fa parte dei cinque precetti di base. Prima della preghiera i musulmani devono effettuare abluzioni metodiche di cui il Corano riporta istruzioni precise.
Ogni musulmano praticante deve effettuare una scrupolosa igiene personale quotidiana, ripetuta cinque volte senza alcun tipo di esclusione.

Cristianesimo

Con alcune eccezioni – l’aspersione rituale delle mani prima della consacrazione del pane e del vino e il lavaggio delle mani dopo aver toccato l’olio santo (nella chiesa cattolica) – la fede cristiana pare rientrare nella terza categoria della classificazione sopracitata.
Il cristianesimo non riserva attenzioni scrupolose e precise al lavaggio delle mani e le indicazioni fornite dalla dottrina cristiana in materia di pulizia si riferiscono più alla vita spirituale che a pratiche quotidiane.

Buddismo

Anche nella fede buddista non esistono indicazioni precise e specifiche riguardo l’igiene delle mani e non si accenna a lavaggi rituali da effettuare nella vita di tutti i giorni nemmeno in occasioni di pratiche rituali.
La tradizione buddista riferisce di due esempi di abluzione delle mani con valore simbolico.
Il primo caso è quando viene versata l’acqua sulle mani del defunto prima della cremazione, nel secondo, in occasione dell’inizio del nuovo anno, la persona più giovane versa sulle mani degli anziani dell’acqua in segno di augurio di buona salute e lunga vita.

In alcuni paesi africani, specialmente nell’area occidentale, è considerata una buona abitudine lasciare fuori dalla porta di ingresso uno strumento per l’aspersione della mani per dare ai visitatori il benvenuto e consentire loro di lavarsi viso e mani ancora prima di sapere il motivo della loro visita.

* Linee guida OMS sull’igiene delle mani nell’assistenza sanitaria

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