Primo trimestre 2020

REPORT MISSONE Ngozi primo trimestre 202o

Presenze a Ngozi:
– Ezio Padovani
– Miriam Arensi
– Chiara Mezzalira
– Suor Bruna e Suor Gigliapia
– Giulia Facchini
– Noella Hatungimana

Indice
  • Celebrazioni per il centenario della città di Ngozi
  • Elezioni politiche a maggio
  • COVID 19 disposizioni locali
  • Congresso Nazionale ABUNE
  • Programma formazione continua Hôpital Ngozi
  • Cambio ai vertici (Vescovado e Provincia Sanitaria)
  • Nuove apparecchiature
  • Il progetto Kangaroo mather care
  • Corso di specializzazione in cure perinatali
  • Un appello per i pazienti cardiopatici

Celebrazioni per il centenario della città

Domenica 1 marzo è stato celebrato il centenario della fondazione della città di Ngozi.
Giornata di cerimonie ufficiali e di festa con balli, tamburi e fuochi d’artificio.

Elezioni politiche e presidenziali a maggio

Le elezioni politiche e presidenziali si terranno il 20 maggio 2020. L’attuale presidente della Repubblica Pierre Ncurunziza non si presenterà alle elezioni. Il partito al potere, il Cndd-Fdd, ha scelto come candidato il suo segretario generale, Evariste Ndayishimiye, generale dell’esercito in pensione che dirige anche il dipartimento per gli Affari militari nell’ufficio del presidente ed è stato ministro dell’Interno e della sicurezza. Attualmente la situazione politica appare tranquilla. Tuttavia, viene segnalata la presenza di oppositori armati (chiamati trasgressori) penetrati nel paese per contrastare il potere. Si tratta di piccoli gruppi segnalati nella zona di Bujumbura rurale e nella provincia di Cibitoke che, apparentemente, sono stati subito localizzati e resi inoffensivi. A febbraio per motivi di sicurezza nel paese è stato proclamato un coprifuoco notturno che a Ngozi mi è parso poco rispettato. Attualmente nella capitale non c’è nessuna restrizione e la città appare vivace e un po’ caotica come al solito. Situazione comunque in possibile evoluzione nelle prossime settimane. Parlando con la gente i pareri sono variabili, talvolta discordi. Tuttavia, nessuno esclude che con l’avvicinarsi delle elezioni l’atmosfera si possa surriscaldare.

Epidemia Covid 19

Dopo una conferenza stampa tenutasi giovedì 05 marzo, il Ministro della Salute, dott. Thaddée Ndikumana, ha raccomandato la quarantena dei passeggeri provenienti dalla Cina, dalla Corea del Sud, dall’Iran, Italia, Germania, Francia, Giappone e Spagna. Il ministro Ndikumana ha anche chiesto ai viaggiatori burundesi di limitare i loro viaggi in paesi già colpiti dal virus. Per quanto riguarda i passeggeri provenienti da paesi colpiti dal Coronavirus, sono stati chiamati a “collaborare” con il team medico assegnato all’aeroporto internazionale di Ndadaye Melchior. Infine, il ministro incaricato della salute non ha mancato di ricordare “che nessun caso sospetto di Coronavirus è stato segnalato in Burundi dal 1 ° febbraio 2020”, mentre invitava i suoi connazionali a osservare scrupolosamente alcune misure di igiene come “lavarsi le mani con acqua pulita” per combattere meglio questa malattia. Per chi proviene dai paesi citati è prevista una quarantena di 14 giorni all’Hotel Source du Nil di Bujumbura (alloggio gratuito, pasti a pagamento).

Personalmente a Ngozi, di fronte alle notizie provenienti dall’Italia, mi sembrava di vivere in un altro mondo. Nessuna sensazione di pericolo. Tuttavia, è chiaro che una epidemia di coronavirus in Burundi avrebbe conseguenze imprevedibili. Con le nuove disposizioni in vigore in Italia e in
Burundi è comunque impossibile poter pensare a delle nuove nostre missioni in questo periodo. Per il nostro personale sul posto non sembrano esserci, per ora, particolari rischi. Siamo in contatto con
le autorità locali e il consolato d’Italia per seguire la evoluzione ed essere messi al corrente su nuove disposizioni.

Convegno della Associazione Burundese di Neontalogia (ABUNE)

sala convegni Abune.

La sala del convegno

Il 7 marzo si è tenuto a Bujumbura il congresso nazionale della Associazione Burundese di Neonatologia a cui abbiamo partecipato come Associazione Amahoro. Il programma delle relazioni prendeva in considerazione le principali patologie del neonato.Una delle relazioni riguardava la KMC ed è stata tenuta da Sandrine Mukeshimana chef de Clinique del reparto di neonatologia di Ngozi. L’associazione Amahoro e Fondazione Chiesi sono state più volte citate e ringraziate dagli organizzatori durante i loro interventi di apertura del convegno per il lavoro che stanno facendo a Ngozi a sostegno della neonatologia.

congresso Abune

I partecipanti al convegno

Programma formativo 2019/20

Il programma formativo previsto per l’anno 2019/20 sta subendo un rallentamento dovuto
alle restrizioni per l’infezione da coronavirus. Per ora il programma formativo che prevedeva la presenza di formatori provenienti dall’Italia è sospeso e probabilmente dovrà essere rimandato a settembre. Viene mantenuto il programma di formazionecontinua. È in corso il secondo dei tre moduli previsti quest’anno.
Vi partecipa il personale dei reparti di neonatologia, ostetricia, pediatria e degli ambulatori. Il corsi sono tenuti dalla dott.ssa Chiara Mezzalira, coadiuvata dalla dottssa Sandrine Mukeshimana,
dal dottor Eric Iradukunda del reparto di Ostetricia e dalla ostetrica Noella Hutungimana.
In via di conclusione anche la formazione sulla prevenzione della asfissia neonatale a cui
partecipa il personale medico ed infermieristico degli ospedali didistretto della provincia di Ngozi. Il corso è organizzato in collaborazione con la ONG francese Premiere Urgence International.

formazione in Africa

Studenti durante
i corsi formativi

Arrivo del nuovo Vescovo e cambio del medico provinciale

monsignore Bizimana.

Monsignor Bizimana

Chiesa in Africa.

Il 17 dicembre S.E. Mons. Georges Bizimana è stato nominato nuovo vescovo della diocesi di Ngozi in sostituzione di Mons.Gervais Banshimiyubusa nominato arcivescovo di Bujumbura. Mons era in precedenza vescovo coadiuvante di Bubanza. Il 18 febbraio mons Georges Bizimana ha fatto il suo ingresso ufficiale prendendo possesso della diocesi di Ngozi.
In un incontro privato è stata presentata al nuovo vescovo l’Associazione Amahoro descrivendo le attività svolte in questi anni da Amahoro a Ngozi e i programmi futuri. Mons Georges si è dimostrato molto cordiale e disponibile ad eventuali collaborazioni.
-Cambio anche a livello della provincia sanitaria di Ngozi. Il dottor Jean Bosco Niyonzima ha preso il posto del dottor Philbert Sendegeya diventato direttore sanitario all’ospedale Prince Rwagasore a Bujumbur . Abbiamo avuto modo di incontrare il nuovo medico provinciale. Si è dimostrato disponibile e ben disposto ad una collaborazione..

Apparecchiatura per la produzione dell’aria medicale

L’apparecchiatura per la produzione dell’aria medicale è arrivata a Ngozi. Purtroppo, le vicende legate al coronavirus non hanno permesso a Nicola Maccacaro di venire a Ngozi e procedere al montaggio della macchina. Si dovrà aspettare qualche tempo. L’arrivo della macchina è il primo passo per poter adeguare la rete di distribuzione dei gas in neonatologia ed avere la possibilità di attuare una corretta presa in carico dei neonati affetti da insufficienza respiratoria.

 

Produzione aria medicale.

Macchinario per la produzione di aria medicale

Il Moyo è un monitor per la rilevazione della frequenza cardiaca fetale. Si tratta di un apparecchio prodotto dalla Laerdal Global Heath ed approvato dall’OMS. È stato portato a Ngozi a titolo sperimentale per valutarne l’uso da parte del personale. È previsto di introdurlo in reparto dopo un corso di formazione e usarlo in base a un protocollo che permetta di valutarne l’efficacia e la compliance da parte del personale.

Progetti:
Due sono i progetti che abbiamo proposto ai partner locali

Mamma in KMC.

Madre in KMC

inaugurazione reparto KMC a Ngozi.

Il progetto Kangaroo Mother Care (KMC).

Il progetto KMC sta procedendo bene. I dati fino ad ora raccolti evidenziano che illivello di soddisfazione delle madri accolte nel reparto è buono,l’aumento ponderale dei neonati è sempre superiore ai 15 g. die ela durata della ospedalizzazione si riduce. La percentuale di ritorno a controllo dopo la dimissione è discreta. Giocano a sfavore le distanze e le spese di trasporto. Sono state accolte bene alcune iniziative quali la introduzione dell’atelier di cucito. Positiva anche l’inserimento della figura dello psicologo ben accolta sia dalle mamme che dal personale.
Si pensa pertanto di proseguire nel progetto in collaborazione con la Fondazione Chiesi.
Allo scopo la Dott.ssa Michela Papotti in rappresentanza della Fondazione Chiesi è venuta in missione sul posto per valutare la fattibilità di un programma di espansione del progetto per i
prossimi anni. Il progetto prevede di fare del centro di Ngozi un punto di riferimento culturale per la KMC nei paesi a scarse risorse e centro di riferimento per la formazione e diffusione della metodica
in Burundi. Sono stati presi contatti con i partner locali quali la Associazione dei neonatologi del Burundi (ABUNE) e l’Ospedale di Ngozi che si sono dichiarate disponibili a partecipare alla iniziativa. Il progetto è stato approvato anche dal medico provinciale ed ne è stato informato il governatore della provincia di Ngozi che ha dato il suo parere favorevole.

Corso di specializzazione in perinatologia

Sono stati presi i primi contatti per valutare la fattibilità di organizzare un corso di specializzazione in cure perinatali. Il progetto è ambizioso e per essere realizzato richiede risorse umane e finanziarie. L’obiettivo è di aumentare il livello di competenza del personale sanitario che si dedica alle cure della madre e del neonato negli ospedali del Burundi. Il corso si svilupperebbe sul modello di un master biennale suddiviso in moduli riguardanti i principali capitoli delle cure perinatali. Ogni modulo avrebbe un responsabile scientifico che ne svilupperebbe gli aspetti didattici e organizzativi. Alla componente formativa teorica verrebbero affiancati degli stage in reparti di neonatologia in Burundi o all’estero. Il progetto, nelle sue linee generali, è stato esposto al rettore e al Direttore Accademico della Università di Ngozi, al preside della facoltà di medicina della Università del Burundi e alla Associazione dei neonatologi burundesi, ricevendone la approvazione e il sostegno. L’augurio è che possa incontrare il sostegno anche di partner italiani a livello universitario ed istituzional

Archiviazione dati neonatologia

I dati di attività forniti dalla direzione dell’ospedale sono talvolta non di facile interpretazione . i motivi sono molteplici. È stato valutato il sistema di archiviazione dei dati della neonatologia ed ostetricia. L’ospedale è dotato di un programma di archiviazione fornito dalla cooperazione belga. Si è però constato che il programma (Open Clinique) non è esteso attualmente a tutti i reparti e mal si adatta alla raccolta dati del neonato. Si stanno prendendo contatti con la sezione di epidemiologia del ministero della salute per studiare la possibilità di estendere il programma Open clinique al neonato o di creare uno nuovo programma specifico per il periodo perinatale.

Un appello per i pazienti cardiopatici

Amahoro sostiene da più anni un progetto che riguarda i pazienti cardiopatici. Il progetto riguarda i bambini affetti da cardiopatie congenite e pazienti adulti affetti da valvulopatia reumatica che hanno necessità di intervento chirurgico. In Burundi così come nei paesi confinanti, non esiste alcun centro di cardiochirurgia. Il progetto consiste nel fare lo screening dei pazienti cardiopatici e di programmare, per coloro che possono beneficiare di un intervento chirurgico, il loro invio in alcuni centri di cardiochirurgia all’estero: al Salam Centre di Khartoum gestito da Emergency e, per i bambini più piccoli, presso il centro di Cardiochirurgia dell’AOUI di Verona attraverso la Associazione Il Castello dei sorrisi. Amahoro si occupa in loco dello screening dei pazienti, degli aspetti organizzativi e amministrativi dei pazienti da inviare ai centri di cardiochirurgia, e al follow up dopo l’intervento. Colgo l’occasione per ringraziare le due associazioni con cui collaboriamo e che si fanno carico degli aspetti organizzativi e delle spese al di fuori del Burundi. Per quanto riguarda Amahoro con l’aumento del numero dei pazienti si è venuta a trovare in una situazione di difficile sostenibilità del progetto per mancanza delle risorse umane ed economiche necessarie. Nel rendervi partecipi di questo problema chiedo un vostro parere. Non chiedo aiuto economico, ma il vostro contributo in idee e iniziative o eventuali contatti con associazioni con cui condividere lo sforzo per poter proseguire anche in questa attività.
EM Padovani