Un nuovo rapporto tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) quantifica per la prima volta i benefici sanitari, ambientali ed economici di sei azioni prioritarie per affrontare il cambiamento climatico.
I risultati sono impressionanti: un ritorno economico di 24 dollari per ogni dollaro investito, milioni di vite salvate e miliardi di tonnellate di emissioni evitate.

Un nuovo paradigma economico per la salute del clima

Il cambiamento climatico non è solo una minaccia ambientale, ma una crisi sanitaria globale.
L’OMS stima che tra il 2030 e il 2050, i soli impatti su malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore causeranno circa 250.000 morti premature all’anno.
A questi si aggiungono i costi economici devastanti: si stima che tra il 2026 e il 2050, i costi sanitari legati al clima nei paesi a basso e medio reddito ammonteranno a migliaia di miliardi di dollari, pari a una contrazione del PIL tra lo 0,7% e l’1,3%.

Di fronte a questa emergenza, il rapporto “Global benefits and costs of prioritized actions on climate change and health” si propone di fornire una solida base economica per l’azione.
Lo fa attraverso un’analisi costi-benefici (BCA) su scala globale, un metodo che permette di valutare gli interventi non solo in termini di vite salvate, ma anche di impatti economici e ambientali, superando la prospettiva settoriale della sola sanità.

Il rapporto, coordinato da esperti dell’OMS come Diarmid Campbell-Lendrum e Frank Pega, ha selezionato sei pacchetti di interventi ritenuti prioritari sulla base delle prove di efficacia, della fattibilità e del potenziale di scala globale. Queste azioni spaziano dall’adattamento alla mitigazione e coinvolgono settori diversi da quello sanitario, come l’acqua, l’energia e l’economia fiscale.

Le sei azioni prioritarie

Il rapporto analizza sei interventi specifici, modellandone l’impatto in uno scenario di copertura globale (dal 2023 al 2075) e utilizzando un tasso di sconto del 3% per i benefici e i costi.

  1. Sistemi di allerta caldo-salute: L’istituzione di sistemi di allarme per le ondate di calore in 57 paesi che ne erano privi nel 2023. Questi sistemi avvisano la popolazione e i lavoratori all’aperto, riducendo l’esposizione al calore estremo.
  2. Acqua potabile sicura e resiliente al clima: L’estensione dell’accesso a servizi idrici gestiti in modo sicuro in 132 paesi, con un’attenzione particolare alla resilienza climatica delle infrastrutture.
  3. Servizi igienici di base resilienti al clima: L’estensione dei servizi igienici di base (fognature o sistemi non fognari a seconda delle aree urbane o rurali) in 132 paesi, riducendo la trasmissione di malattie.
  4. Igiene delle mani resiliente al clima: La promozione del lavaggio delle mani con sapone in 132 paesi, un intervento semplice ma cruciale per prevenire malattie diarroiche e respiratorie.
  5. Fonti di energia domestica più pulite: La transizione dall’uso di biomassa e cherosene a fornelli e combustibili più puliti (come GPL ed elettricità) in 130 paesi. Questo riduce l’inquinamento dell’aria domestica e le emissioni di gas serra.
  6. Politiche fiscali per un prezzo efficiente dei combustibili fossili: L’eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili e l’introduzione di tasse per allineare i prezzi ai costi reali (compresi i danni ambientali e sanitari), in 168 paesi.

I risultati chiave: un ritorno sull’investimento senza precedenti

L’analisi congiunta di queste sei azioni rivela benefici di portata storica.

  • Salute: La messa in scala globale delle sei azioni potrebbe salvare circa 1,56 milioni di vite all’anno. La maggior parte di questi benefici (1,2 milioni) deriva dalle politiche fiscali sui combustibili fossili, che riducono l’inquinamento atmosferico. Anche gli interventi WASH (acqua, sanità e igiene) contribuiscono in modo significativo, con 0,17 milioni di vite salvate all’anno.
  • Ambiente: Le due azioni di mitigazione (energia pulita e politiche fiscali) eviterebbero l’emissione di 16,67 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente all’anno. Anche in questo caso, il contributo maggiore (16,35 miliardi) viene dalle politiche fiscali.
  • Economia: I benefici economici annualizzati sono stimati in 3.920 miliardi di dollari, a cui si aggiungono 5.441 miliardi di dollari di benefici fiscali (entrate aggiuntive e risparmi sui sussidi). Per le cinque azioni in cui è stato possibile calcolare un rapporto costi-benefici (BCR), il valore complessivo è di 24:1, ovvero 24 dollari di benefici per ogni dollaro investito. Il BCR varia da 7:1 per l’acqua potabile a 836:1 per i sistemi di allerta caldo.

Un impatto diseguale ma equo

Il rapporto analizza anche la distribuzione dei benefici tra i paesi, raggruppati per livello di reddito (Banca Mondiale).
I risultati mostrano che, sebbene i maggiori benefici assoluti si registrino nei paesi a reddito medio-alto e medio-basso, i rapporti costi-benefici più elevati si hanno spesso nei paesi a basso e medio reddito.

Ad esempio, per i sistemi di allerta caldo, il BCR è di 1.237 per i paesi a reddito medio-alto e di 868 per quelli a basso reddito, contro 199 per i paesi ad alto reddito. Questo indica che investire in queste azioni non solo è economicamente vantaggioso, ma promuove anche l’equità globale.

clima e azioni

Limitazioni e direzioni future

Gli autori del rapporto sono trasparenti riguardo ai limiti dell’analisi. Sebbene i modelli siano basati su solide revisioni della letteratura, molti benefici (come la riduzione della morbilità, i benefici intangibili per la dignità e l’equità di genere) non sono stati quantificati, suggerendo che le stime siano probabilmente conservative.

Inoltre, la modellazione non ha considerato le possibili sinergie o sovrapposizioni tra i sei interventi, né gli effetti macroeconomici più ampi. Per il futuro, l’OMS raccomanda di colmare le lacune nei dati, in particolare sui costi di implementazione delle politiche fiscali e di sviluppare modelli che possano catturare l’incertezza in modo più completo.

Conclusione: un appello all’azione

Il rapporto dell’OMS rappresenta un appello urgente e basato su prove evidenti.
Le sei azioni prioritarie non sono solo interventi sanitari, ma veri e propri investimenti economici con un ritorno eccezionale. Come sottolinea il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella prefazione: “Abbiamo gli strumenti per salvare vite, ridurre le emissioni e rafforzare le economie”.

La sfida ora è trasformare questa evidenza in impegno politico e finanziario.
Investire in queste azioni significa costruire un futuro più sano, più equo e più prospero per tutti.

fonti
Rapporto OMS

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