L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato venerdì 4 settembre 2026 una risoluzione – priva di carattere vincolante, ma dal forte valore simbolico – che invita a utilizzare rappresentazioni cartografiche del mondo più fedeli alle proporzioni reali dei continenti. In particolare, la proposta prevede di ridimensionare l’Africa verso l’alto e di ridurre le dimensioni dei territori settentrionali, come Stati Uniti, Russia e Groenlandia, che nelle proiezioni tradizionali appaiono artificiosamente enormi.
La risoluzione, presentata dal Togo e dall’Unione africana e sostenuta anche dalla Francia, è stata approvata con 164 voti favorevoli, un solo contrario – quello degli Stati Uniti – e sei astensioni.
Il testo incoraggia Stati e organismi internazionali ad adottare la proiezione cartografica nota come “Equal Earth”, abbandonando così il sistema di Mercatore. Quest’ultimo, ideato nel XVI secolo dal fiammingo Gerardus Mercatore per scopi nautici, ingrandisce in modo sproporzionato le terre prossime ai poli. Secondo la risoluzione, tale distorsione “alimenta nell’immaginario collettivo una sottovalutazione dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia meridionale, contribuendo a perpetuare una visione sbilanciata del pianeta”.

“Le mappe condizionano il nostro sguardo sul mondo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri togolese Robert Dussey. “Plasmano l’educazione, nutrono l’immaginario e influenzano le percezioni. Non sono mai neutrali: quando offrono un’immagine deformata, rischiano di tramandare errori di generazione in generazione.” Ha poi precisato che l’iniziativa “non è rivolta contro alcun Paese, civiltà o tradizione cartografica”, ma mira “a promuovere una conoscenza basata sul rigore scientifico, sulla verità e sulla pari dignità di tutti i popoli”.
La delegata statunitense Yaryna Ferencevych ha invece interpretato la proposta in chiave ideologica. La Francia, ex potenza coloniale, ha invece appoggiato con convinzione la risoluzione, in un momento in cui cerca di ricostruire i propri legami con l’Africa, dopo anni di progressivo declino della sua influenza.
Il ministro francese Jean-Noël Barrot, intervenendo venerdì alla Sorbona, ha osservato: “Cambiare mappa non significa cambiare il mondo, ma correggere una rappresentazione che lo falsifica è già un atto di verità.”
fonti
Rai news






