L’ospedale di Ngozi

PROGETTO IGIENE OSPEDALE DI NGOZI

Ospedale di Ngozi

L’ospedale Autonomo di Ngozi è un ospedale provinciale.

a) La provincia sanitaria di Ngozi. La Provincia sanitaria di Ngozi si estende su una superficie di 1417 Kmq ed ha una popolazione di 674.632 abitanti (circa 8% del Paese) pari ad una densità di 476 abitanti per km/q. Sotto l’aspetto sanitario la provincia di Ngozi è divisa in tre distretti (Buje, Kiremba e Ngozi).
L’organizzazione sanitaria è di tipo piramidale. Alla base ci sono i Centre de Santè (in tutto 54) che fanno riferimento al distretto. Ogni distretto ha un ospedale di riferimento.
L’ospedale di Ngozi funge da ospedale di riferimento di 2° livello degli altri tre ospedali della provincia (Mivo, Kiremba e Buye).
All’ospedale di Ngozi confluiscono anche pazienti trasferiti da province limitrofe, in particolare dalle province di Kayanza, Kirundo, Muyinga e Gasorwe.  Il medico provinciale è la massima autorità sanitaria della provincia.

Rispetto al resto del Paese, la Provincia di Ngozi e’ “relativamente” ben dotata di servizi sanitari.
La copertura vaccinale e’ buona ed in generale la Provincia arriva a raggiungere gli obiettivi di sanità pubblica preventivamente fissati a livello ministeriale.

 

b) L’ospedale di Ngozi
L’ospedale di Ngozi è stato costruito nel 1930. Successivamente il complesso non è stato sottoposto ad alcun intervento di adeguamento fino al 1997 quando MSF (Médécins sans Frontières) ha fatto dei lavori di parziale riabilitazione. Nel 2004 con finanziamento della Banca Mondiale, sono stati fatti importanti i lavori di ristrutturazione.
Alcune strutture (direzione, pronto soccorso, ambulatori, blocco operatorio, laboratorio e farmacia) sono state create ex novo, mentre i padiglioni di degenza sono stati solo ristrutturati.

Interventi successivi a quello della Banca Mondiale sono stati eseguiti con il finanziamento della Fondazione proAfrica.

Nel 2006 è stata costruita la cucina e il refettorio per i malati. Nello stesso anno sono state ristrutturate le sale parto, le sale operatorie, la sala per i tagli cesarei e la lavanderia.
Nel 2012 è stato costruito il reparto di fisioterapia divenuto funzionante l’anno successivo sotto la direzione di Fondazione Don Gnocchi. Nel 2012, con finanziamento della Fondazione Cariverona e la Cooperazione Svizzera, è iniziata la costruzione dell’ospedale materno infantile, attualmente in via di completamento e parzialmente funzionante per quanto riguarda la parte ostetrica.

             Ospedale burundese    Ospedale di Ngozi

La nuova struttura si estende su una superfice di 5000 mq e comprende i reparti di pronto soccorso ostetrico e pediatrico, neonatologia, pediatria, maternità, sale parto e sale operatorie.

L’ospedale ha i reparti di medicina, chirurgia, pediatria, ostetricia, neonatologia e malnutrizione. E’ dotato dei servizi di PS, ambulatorio plurispecialistico, radiologia, centro trasfusionale, laboratorio di analisi, centro di riabilitazione motoria. Il numero di posti letto dichiarato dalla direzione sanitaria è attualmente di 320.
Dal 2009 l’ospedale è sede per la formazione pratica per gli studenti del Diploma di scienze  Infermieristica dell’Università di Ngozi. Ultimamente vi affluisco anche studenti di altre sedi universitarie provenienti soprattutto  da Bujumbura. 
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Il lavoro finora svolto è consistito:

a) nel ristrutturare o costruire ex novo alcuni edifici del vecchio ospedale (mensa, lavanderia, gruppo servizi di ostetricia, laboratorio, neonatologia, gruppo chirurgico);

b) nell’organizzare l’ospedale in 4 reparti oltre il pronto soccorso (medicina, chirurgia, ostetricia e ginecologia, pediatria), nel reclutare personale sanitario, nell’inviare medici, infermieri e osteriche/ci per periodi variabili per impostare la organizzazione assistenziale o svolgere missioni chirurgiche generali o specialistiche, nel rivedere le condizioni igieniche, nell’istruire il personale, nell’organizzare una mensa per i pazienti e familiari e la lavanderia, nel modernizzare il laboratorio, nel creare alcuni servizi specialistici come una rianimazione con 11 posti letti, una neonatologia, un servizio malnutriti, un ambulatorio odontoiatrico, nel rivedere l’impostazione della assistenza a livello organizzativo. Rimangono da rivedere ancora dei settori, dove ci sono difficoltà molto complesse da superare, tra i quali il pronto soccorso, la medicina interna, l’igiene, il collegamento col territorio, sui quale si sta lavorando.

c) Col concorso di enti che si sono associati sono sorte nuove iniziative alcune significative per l’importanza e il ruolo. E’ già funzionante un moderno Centro di Fisioterapia gestito dalla Fondazione don Gnocchi (palestra, ambulatorio, attrezzatura, personale) e, a carico della SMOM (Società Medico Odontoiatrica Mondiale), un centro Odontoiatrico dotato di moderne attrezzature specialistiche e di personale proprio ed è la sede, oltre che dell’assistenza, anche della attività didattica per il diploma di scienze infermieristiche odontoiatriche.

Attualmente in ospedale sono impegnati una decina di medici burundesi in carico alla funzione pubblica a cui si affianca personale pro-tempore inviato dall’Università di Verona e da Amahoro con funzioni didattiche e per missioni specialistiche.
In questi ultimi anni l’ospedale è passato da 150 a oltre 300 posti letto e con circa 200 unità tra infermieri, tecnici e amministrativi. E’ presente stabilmente una équipe di Amahoro attualmente formata da tre ostetriche, un fisioterapista, una pediatra, un’infermiera, un logista e due Suore dell’Istituto Sorelle della Misericordia di Verona.

Sono state installate ex-novo o rinnovate apparecchiature qualificate per la diagnostica di laboratorio, per l’ecografia, per la sala di rianimazione, per l’anestesia, per la neonatologia, per il gruppo chirurgico, per la maternità, per l’odontoiatria, per la cucina, per la lavanderia.

Dall’analisi degli ultimi anni risultano i seguenti dati medi annui:

pazienti ricoverati per anno circa 13.000 (di cui il 70% della categoria Materno-Infantile) con circa 100.000 giornate di presenza.

  • interventi chirurgici circa 2.000 di cui circa il 50% di traumatologia e ortopedia,
  • parti poco meno di 3.000 di cui 1 su tre con taglio cesareo.
  • consultazioni ambulatoriali circa 35.000.